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Anno 2003-4


Primo Semestre

Fisica: Meccanica Quantistica

Biologia: Evoluzione e Dio

Seminario: Logica e Epistemologia


Secondo Semestre

Scienze Cognitive: Mente e Corpo

Epistemologia Critica: Giustificazione critica delle scienze positive

Seminario: Metafisica e ontologia


 

Abstracts

Meccanica Quantistica

Docenti:
michel bitbol, gino tarozzi, francesco guerra, gennaro auletta

Coordinatore:
Gennaro Auletta

 

Gennaro Auletta

Introduzione

Il corso si propone di mostrare in che senso e fino a che punto la meccanica quantistica rappresenta un superamento del vecchio quadro meccanicista e materialista della meccanica classica. In particolare si cercheranno di trarre le conseguenze ontologiche ed epistemologiche che emergono dal tentativo di interpretare, su un piano filosofico e fisico, tale disciplina.

Principi fondamentali della meccanica quantistica.

Il principio di sovrapposizione: A differenza della fisica classica, in meccanica quantistica un sistema fisico si può trovare in uno stati che è la combinazione di qualsiasi possibile traettoria. Questo significa che il sistema non ha alcuna traiettoria determinata.

Il principio di indeterminazione: Un sistema quantistico non è mai determinato rispetto a tutte le sue possibili proprietà. Ad esempio, misurando la posizione, rendo del tutto indeterminata la velocità e viceversa. Questo principio discende dal fatto che in meccanica quantistica quelle che in fisica classica sono considerate le variabili fisiche (posizione, velocità, energia, tempo, ecc.), in meccanica quantistica non sono dei numeri (non sono commutabili). Questo rende del tutto del tutto imprevedibile quale risultato otterrò se vado a misurare una ‘variabile’ di un sistema quantistico.

Il principio di complementarità: I sistemi quantistici non possono essere concepiti come delle particelle classiche ma nemmeno come delle onde classiche. Tuttavia, essi mostrano un comportamento che è talvolta di tipo corpuscolare e talvolta di tipo ondulatorio. I due comportamenti sono però mutuamente esclusivi. Questo comporta come conseguenza che in meccanica quantistica non è possibile usare allo stesso tempo una descrizione di tipo cinematica (ossia individuando la posizione che un certo sistema ‘occupa’ nello spazio e nel tempo) e una descrizione di tipo causale. Questo porta a rivedere le categorie essenziali di descrizione usate per il mondo fisico classico.

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Michel Bitbol


1) What was the central point of the "quantum revolution": quantization itself (the violation of the so-called "lex continui in natura"), or indeterminism, or wave-particle duality, or the loss of a classical notion of absolute determinations detached from the cognitive apparatus? I'll argue that the latter is the most fundamental change, since the firt three can somehow be derived from it.
2) Detailed examination of indeterminism: I'll show that the issue as to whether the basic laws of nature are deterministic or indeterministic is undecidable. Effective indeterminism will be related to the contextual nature of microscopic determinations
3) Detailed examination of contextuality: the measurement problem.
- Discussion of decoherence (from a standard realist, or empiricist, or transcendentalist standpoint).
- Everett's Relative-state vs Rovelli's relational interpretation.
4) A radical critique of materialism
-What is a material body?
-Why the "object" of quantum physics can no longer be the material body ("there is no entity without identity").

A short bibliography:
-B. Van Fraassen, Quantum mechanics (an empiricist view), Oxford U.P. 1991.
-R.I.G. Hughes, The structure and interpretation of quantum mechanics, Harvard U.P., 1992
-W. Heisenberg, Principes physiques de la théorie des quanta, J. Gabay, 1998.
-N. Bohr, Physique atomique et connaissance humaine, Folio-Gallimard 1991.
-E. Schroedinger, Physique quantique et représentation du monde, Points-Seuil 1992.
-B. d'Espagnat, Le réel voilé. Analyse des concepts quantiques, Fayard, 1994.
-P. Teller, An interpretive introduction to quantum field theory, Princeton U.P., 1995.
-P. Mittelstaedt, The interpretation of quantum mechanics and the measurement process, Cambridge U.P., 1998.
-E. Cassirer, Determinism and indeterminism, Yale University Press, 1956.
-G. Hermann, Les fondements philosophiques de la mécanique quantique, Vrin 1996.
-P. Mittelstaedt, Philosophical problems of modern physics, Reidel, 1976.
My own bibliography:.
-M. Bitbol, Mécanique quantique, une introduction philosophique, Collection.
Nouvelle Bibliothèque Scientifique, Flammarion, 1996; rééditions Champs-Flammarion, en 1997 et 1999.
-M. Bitbol, Schroendinger's philosophy of quantum mechanics, Boston Studies in the philosophy of science, Kluwer, 1996.
-M. Bitbol, L'aveuglante proximité du réel (anti-réalisme et quasi-réalisme en physique), Champs-Flammarion inedits, 1998
-M. Bitbol, Physique et philosophie de l'esprit, Flammarion, 2000

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Gino Tarozzi

La nascita e lo sviluppo della fisica del XIX secolo sono stati pesantemente influenzati dal programma antimetafisico dell’empirismo logico, che ha poi trovato la sua più famosa e meglio conosciuta espressione nelle formulazione operazionista dei principi basilari della relatività e della teoria quantistica, avvenuta, rispettivamente, tramite il rigetto da parte di Einstein del concetto di simultaneità assoluta e da parte di Heisenberg delle traiettorie classiche in quanto entrambi i concetti erano ritenuti privi di significato fisico.

In meccanica quantistica un tale programma antimetafisico diventò un programma antifilosofico – con il mito dell’osservabile come il solo concetto ammissibile da parte della teoria e con il riparare nel formalismo matematico dell’interpretazione standard rinunciando così ad ogni spiegazione di tipo causale -, un programma talmente radicale da rivolgersi poi contro se stesso come una sorta di boomerang: la scoperta dell’incompatibilità logica (paradosso EPR) e fisica (teorema di Bell) tra la descrizione quanto-meccanica e diverse formulazioni del principio di realtà hanno messo in rilievo che tale principio non è metafisico ma è anche fornito di significato cognitivo in un senso logico-positivistico.

Mi propongo di mostrare come questo risultato possa essere esteso a altri principi filosofici oppure a classiche controversie metafisiche, come la causalità e il caso oppure il problema mente-corpo, le quali appaiono come questioni filosofiche provviste di un chiaro significato alla luce del dibattito sui fondamenti della meccanica quantistica.

 

Francesco Guerra

Si accennerà brevemente al ruolo giocato dai modelli in fisica e della lo interazione con i fenomeni osservati empiricamente. Verrà fornita una descrizione completa della struttura generale della meccanica quantistica in raffronto con la fisica classica. Si porrà una particolare enfasi sul cocnetto di stato per un sistema fisico e sulla struttura osservabile del sistema. Le nostre osservazioni saranno elementari e metteranno in rilievo concetti basilari, senza entrare negli sviluppi tecnici. Discuteremo in particolare l’esempiop dell’oscillatore armonico in meccanica classica e di un sistema a due livelli in meccanica quantistica.

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DOCUMENTI


LINK Gennaro Auletta, “Critical Examination of the Conceptual Foundations of Classical Mechanics in the Light of Quantum Physics”, Isonomia (2002):

http://www.uniurb.it/Filosofia/isonomia/aulettaepist

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Abstracts

Evoluzione e Dio

Docenti:
Jean Staune, Massimo Stanzione e Lodovico Galleni

Coordinatore:
Lodovico Galleni

 

Lodovico Galleni

Evoluzione e Dio

Introduzione: Cosa intendiamo per evoluzione, cenni generali sulla teoria e sui meccanismi. Le grandi idee della biologia prima dell’avvento della teoria evolutiva.

Il passaggio da un Universo ordinato e statico a quello di un Universo in evoluzione

Meccanismi darwiniani di evoluzione, le loro interpretazioni naturalistiche e le conseguenze filosofiche

Meccanismi non darwiniani di evoluzione: i sistemi di autorganizzazione e l’approccio olista.

Un percorso di sintesi: Teilhard de Chardin e l’evoluzione come chiave ontologica di lettura della creazione. Il programma di ricerca scientifico teilhardiano: l’evoluzione come un muoversi verso la complessità e la coscienza. I risultati: la biologia come scienza della complessità e la teoria biosferocentrica dell’evoluzione.
I problemi aperti: il dolore, la sofferenza, la morte come componenti della stoffa stessa dell’universo e le difficoltà di una lettura apologetica della natura. L’evoluzione come estensione a tutto l’Universo del muoversi verso dell’umanità verso la alleanza, la redenzione e la salvezza: la prospettiva teilhardiana di costruire la terra in Christo Jesu.

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Massimo Stanzione

L’influsso del darwinismo (e delle sue trasformazioni) sul naturalismo filosofico (e sulle sue trasformazioni), soprattutto in epistemologia.

  1. Il quadro darwiniano: primi effetti dell’evoluzionismo sulla riflessione epistemologica e morale
  2. Il tempo della crisi: dal darwinismo sociale e dall'eugenetica a certe reinterpretazioni filosofiche di alcuni temi (bene o male intesi) dell’evoluzionismo a cavallo dei secoli XIX e XX
  3. Psicologia e biologia in Baldwin e Piaget
  4. La Teoria sintetica dell’evoluzione e le epistemologie evoluzionistiche
  5. Dal pragmatismo all’epistemologia naturalizzata di W. v. O. Quine
  6. Naturalismo e filosofia analitica
  7. L’ampliamento del modello selezionistico di spiegazione alla sfera mentale/cerebrale
  8. Approcci alternativi e questioni aperte

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Jean Staune

La biologie non darwinienne :
Essai de typologie et analyse des implications philosophiques

Qu’est-ce que la biologie non darwinienne ?
Il s’agit de l’ensemble des théories de l’évolution qui ont en commun le fait que le hasard et la sélection naturelle ne sont pas les seuls (ou même ne sont pas les principaux) facteurs qui dirigent l’évolution.
Une telle définition a deux conséquences : elle exclut du cadre des théories non darwiniennes, des théories comme la théorie neutraliste de Kimura qui met l’accent sur le hasard au détriment de la sélection naturelle. Et elle ne permet pas une séparation nette et tranchée entre théories darwiniennes et théories non darwiniennes. Cela peut être porté à son crédit. En effet, s’il semble bien que, comme le montre la théorie des équilibres ponctués et, contrairement à ce que pensait Darwin, la « nature fasse des sauts », les théories de l’évolution sont graduelles même si l’évolution elle-même ne l’est pas !
En effet, à quel moment une théorie cesse-t-elle d’être darwinienne ? Lorsqu’elle attribue à des facteurs autres que le hasard et la sélection naturelle un rôle suffisant pour qu’ils aient un impact significatif sur le résultat du processus évolutif. On peut ainsi passer graduellement d’une théorie tout à fait darwinienne à une théorie non darwinienne en construisant toute une série de conceptions intermédiaires s’éloignant progressivement du modèle darwinien classique. La limite entre les deux domaines pourra donc différer d’un observateur à l’autre.

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Abstract

Logica ed Epistemologia


DARIO ANTISERI

Esperienza Ordinaria e Esperienza Scientifica

  • La questione della demarcazione tra scienza e non-scienza.
  • Falsificazione logica e falsificazione metodologica. Esempi dalla storia della scienza.
  • Ipotesi ausiliare e ipotesi ad hoc.
  • A. Tarski e il problema della “verità”.
  • Interconnessioni logiche, storiche e metodologiche tra idee metafisiche e teorie scientifiche.
  • Il dibattito epistemologico dopo Popper.
  • Il modello Popper-Hempel.
  • Epistemologia ed ermeneutica: le scienze umane sono davvero diverse dalle scienze fisiche?
  • L’individualismo metodologico nella Scuola austriaca di economia (Menger, Mises, Hayek).
  • W. Bartley: una prospettiva relativa alla razionalità delle teorie filosofiche.

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Abstracts

Mente e Corpo

Docenti:
domenico Parisi, gianfranco basti, louis caruana

Coordinatore:
Louis Caruana

 

louis caruana

Il corso consiste in una introduzione alle aree maggiori delle scienze cognitive del pensiero, intese come scienze del pensiero, cioè un’indagine interdisciplinare che coinvolge elementi dalla psicologia, dalla linguistica, dal campo dell’intelligenza artificiale, dalla filosofia e dalla biologia del sistema nervoso. Uno sguardo preliminare del sviluppo storico identificherà le origini del dibattito attuale e lo renderà accessibile anche per studenti che non hanno una preparazione previa nell’ambito delle scienze cognitive. Un’attenzione speciale sarà poi indirizzata verso le quattro domande seguenti: (1) Fino a che punto la parte cognitiva della mente possa essere concepita come una sorta di computer? (2) Che differenza c’è tra la versione ortodossa, secondo cui i processi mentali sono considerati delle manipolazioni di simboli, e la versione ‘connessionista’, secondo cui la mente è meglio vista come l’attivazione di un nesso intero senza unità semantiche distinte? (3) Quali sono gli inganni che minacciano gli scienziati del pensiero e del sistema nervoso nel loro uso di predicati psicologici? (4) Che cosa possono dirci legittimamente le scienze cognitive sulla natura della coscienza e dell’anima? Delle letture saranno suggerite durante il corso, insieme con una bibliografia più ampia per ulteriori studi.

 

domenico parisi

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gianfranco basti

Connessionismo e approccio eliminitavista al rapporto mente-corpo

A) Premessa epistemologica: il proprium delle scienze cognitive, ovvero il duplice correlato oggettivo, neuro-fisiologico e logico-computazionale, della soggettività irriducibile degli atti di coscienza.

B) Premessa logica: logica come calcolo e logica come linguaggio, dal paradigma rappresentazionale a quello intenzionale nelle scienze cognitive.

C) Le reti neurali come architetture di calcolo parallelo:
1) Dalla macchina di Turing alle reti neurali
2) Dal perceptrone lineare alle reti connessioniste
3) Limiti dell'approccio connessionista

D) Connessionismo e interpretazione eliminativista del rapporto mente-corpo:
1) Intenzionalità cognitiva, logiche intensionali e interpretazione eliminativista
2) Intenzionalità e la metafora delle "tre stanze": costituzione del simbolo logico
3) Logica come calcolo, logica come linguaggio e ontologia formale del rapporto mente-corpo

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Abstract

Metafisica e Ontologia


gennaro auletta

Relazione tra causa efficiente e causa finale.

Il seminario intende studiare innanzitutto su un piano storico le definizioni di causa efficiente e finale. In particolare si studieranno testi di Aristotele (Met. A 3-10, Phys. II, 3), Tommaso d’Aquino (Commento ai passi aristotelici), Duns Scoto (Ordinatio I, d. 2, pars 1, q. 1-2), Spinoza (Ethica: appendice alla proposizione 36), Peirce (brani a scelta).
Questo servirà a puntualizzare il problema su un piano ontologico generale. Seguirà un momento di riflessione comune per affrontare le seguenti domande: E’ possibile un mondo dove ci siano soltanto cause efficienti? Oppure un mondo dove ci siano soltanto cause finali? Qual è la relazione tra questi due tipi di causazione?

Poi il problema, soprattutto dal punto di vista delle cause finali, sarà visto in rapporto ad ambiti specifici. In particolare, per quanto concerne la cosmologia il principio antropico (Barrow e Tipler). Per quanto riguarda la biologia, in particolare l’epigenesi (Salthe), ma anche l’effetto Baldwin (Baldwin, Waddington). Infine, si vedrà il problema nel quadro delle scienze cognitive, in particolare in rapporto all’intenzionalità e agli aspetti motori (Searle, Clark, Llinas, Paillard).

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